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Vivere il pleinair da disabile è: bello e possibile!!!
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 Il CAMPER    

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 Camperabile    

logo_camperabile.jpg2003 Anno Europeo delle persone con disabilità. CAMPERABILE - Concorso d'idee per un Camper Accessibile.

Presentazione

 

Nell'ambito delle iniziative dedicate al 2003 Anno Europeo delle Persone con Disabilità, la rivista italiana di "turismo secondo natura" PleinAír ha indetto un concorso d'idee a inviti denominato CAMPERABILE, allo scopo di definire i lineamenti del camper accessibile.

 

Hanno aderito 13 progettisti, sia singolarmente che in gruppo, elaborando circa 20 proposte.  Da queste sono nati un catalogo, un convegno nazionale e una mostra itinerante di 30 tavole, esposte per la prima volta a Rimini (salone internazionale dei veicoli ricreazionali Mondo Natura) e successivamente a Torino (salone Abílity-TecnHelp), a Montebelluna (convegno Vivere la diversità), a Spilimbergo (convegno Casa domotica), a Bergamo (salone Han@ytalía), a Milano-Novegro (salone Camper d'autore), a Roma (raduno Roma, città del pleinaír), a Bologna (salone internazionale Exposanítà).                                            presentazione1_camperabile.jpg

presentazione_camperabile.jpg       

 

L'eco registrata dall'iniziativa nei mezzi d'informazione, specializzati e non, ha confermato il crescente interesse del grande pubblico verso il camper, già apprezzato come strumento di vacanze in libertà e ora scoperto come ausilio tecnico di rilevanza sociale.

 

CAMPERABILE ne ha infatti evidenziato ineguagliabili risorse in risposta alle esigenze combinate di mobilità, di relazione e d'integrazione dei cittadini svantaggiati, una popolazione che già lo scorso anno nella Comunità Europea a quindici paesi assommava più di 38 milioni di individui (quasi 7 in Italia).  Di fatto il camper è al tempo stesso un mezzo di trasporto e un "habitat mobile" personalizzato, dove ciascuno e dovunque può realizzare la propria autonomia (di svago, di lavoro, di ristoro, di igiene ... ) eludendo le barriere dell'ambiente esterno.

Come ogni altro strumento di oggi, tuttavia, anche il camper nasce esclusivo, perché destinato a un'utenza considerata "media" che ignora le marginalità e le diversità occasionali.  Per meritare tutte le prerogative di un bene d'uso deve al contrario dimostrarsi accessibile e assecondare le esigenze del maggior numero possibile di persone.

 

Accessibile come?  E con quali specifiche?

 

I progettisti di CAMPERABILE si sono posti questo interrogativoingressi_camperabile.jpg nel corso di un seminario informale tenutosi nel settembre 2003 a Rimini, in concomitanza con il convegno nazionale e con la prima esposizione dei progetti, e hanno convenuto seppure con qualche distinguo di coordinare le proprie idee in un Protocollo del camper accessibile.

PleinAir, per parte sua, si è assunta l'incarico di raccogliere e sintetizzare le dichiarazioni dei progettisti, di redigere il Protocollo e di divulgarlo, in special modo tra i costruttori e gli operatori del settore.

 

Un camper per tutti

 

Dai progetti di CAMPERABILE e dalle dichiarazioni dei  progettisti emerge la convinzione che il camper accessibile non debba essere un veicolo speciale per persone disabili, ma uno strumento di serie normalmente capace di assecondare le mutevoli abilità  della persona, le stesse peraltro che ogni utilizzatore maniifesta nei diversi periodi e nelle diverse circostanze della vita (vedí Appendíce 2).

 

Ma pur elaborate su questa base comune le soluzioni proposte preludo a due diversi  ipotesi costruttive.

La prima, minimale, che prende atto dei limiti funzionali del camper in rapporto to alle  disabilità preoccupandosi di razionalizzarne le dotazioni standard e di

adattare l'allestimento con ausili di mediazione. La seconda, radicale, che preordina un abitacolo accessibile fine all’origine commisurandolo – ubi maior – alle esigenze più impegnative degli ospiti non deambulanti in carrozzina, cui spettano disimpegni più ampi e attrezzature specifiche.

 

Da questa seconda deriva una terza ipotesi “globalizzante “, che dota sì il camper di disimpegni e ausili dedicati, in particolare un ingresso maggiorato e una pedana di sollevamento, ma lo propone a un impegno polivalente (vacanze-sport-lavoro), dunque anche al trasporto speciale (moto, attrezzature, colli ingombranti ... ) e ai servizi di noleggio.

 

E protocollo sia......

 

Per rendere conto dei diversi pareri che hanno accompagnato le dichiarazioni dei progettisti, non tutti pienamente favorevoli alla stesura di un "decalogo", li riassumiamo in tre gruppi di argomentazioni.

 

Gli entusiasti giudicano il Protocollo un primo atto costitutivo del camper per tutti.  Un atto sicuramente percettibile ma proprio per questo necessario, e per giunta appropriato all'azione promozionale svolta da un organo di stampa quale PleinAir.

 

1 dubbiosi temono le teorizzazioni, avvertono l'impossibilità di supplire con il buon senso progettuale e la conoscenza astratta dei vincoli antropometrici la mancanza di indagini mirate e di dati statistici.  Invitano per questo gli interlocutori interessati ad avviare ricerche preliminari (vedi Appendíce 1).

 

2 I contrarii infine, pur avendo firmato proposte di camper accessibili, rifiutano di codificarle in un "manifesto": ritenendo più utile che i singoli costruttori elaborino, ad uso di progettisti, centri vendita e officine specializzate, manuali tecnici delle possibili trasformazioni dei loro prodotti.

 

Complessivamente, tuttavia, non elidendosi a vicenda i pareri pesano favore di un documento conclusivo di CAMPERABILE, che serva da nastro di partenza per nuovi sviluppi.  Dunque il Protocollo viene redatto, in due capitoli e due appendici: non come un repertorio immancabilmente incompleto di soluzioni prefabbricate, ma come una sintesi della filosofia progettuale e dei requisiti irrinunciabili del "camper per tutti", così come in vario modo li hanno espressi i 13 partecipanti al concorso.

 

 

CAPITOLO 1

 

Quali caratteristiche si devono riconoscere in un camper accessibile?  A una domanda del genere si possono dare infinite risposte di validità relativa, ma una sola di validità assoluta tra due camper equivalenti funziona di più e vanta qualità tecniche superiori quello privo di barriere.  Su questa evidenza lapalissiana si fonda l'obiettivo ideale di CAMPERABILE.

 

Dunque il  “ camper accessibile " non identifica un prodotto finito, meno che mai da destinare a una nicchia di mercato, quanto un riferimento culturale più qualificato per il camper di nuova generazione.  E questo, di conseguenza, è impegnato a prestare maggiore attenzione anche ai più vari bisogni dell'utenza finora emarginata.

A progettisti e costruttori, tuttavia, non si chiede di stabilire nuovi standard tecnici, ma piuttosto di superare la logica dello “ standard “ con soluzioni motivate e flessibili, capaci di massimizzare le possibilità di adeguamento dei prodotti di serie alle diverse caratteristiche di abilità e disabilità della clientela.

Cinque le principali linee guida da rispettare (vedi anche Appendice 2).

 

  • Autonomia 

Il camper accessibile deve garantire l'autonomia di impiego e di gestione al maggior numero possibile di persone.  Deve perciò evitare ingombri e soluzioni che possano costituire impedimento sia alla mobilità del veicolo che alla sua vivibilità ogniluogo e ognitempo. In particolare deve agevolare l’accesso autonomo a tutte le attrezzature, ai vani di deposito, all’abitacolo e alle sue varie aree funzionali,facilitando anche l’agibilità da parte degli ospiti in carrozzina, che nella stessa trovano una protesi irrinunciabile.

  •  Compatibilità

Le prestazioni del camper accessibile devono dimostrarsi compatibili con le diverse disabilità degli ospiti che con l’ambiente esterno e le normative vigenti.  Data la loro sostanziale novità richiedono perciò una fase di sperimentazione e di verifica. Mentre a livello sensoriale e cognitivo valgono gli stessi criteri di compatibilità applicabili in ambito domestico. 

  •  Adattabilità

Il camper accessibile deve prevedere già in origine una distribuzione dell’abitacolo, soluzioni e predisposizioni tecniche che consentano semplici interventi, anche in tempi differiti, per migliorare le caratteristiche di accessibilità (ad esempio: l'installazione di un secondo ingresso, di una pedana elevatrice o di un sollevatore a soffitto, la sostituzione di arredi specifici o la personalizzazione di altri).

 

  • Normalità

L'immagine del camper accessibile deve rientrare nella normalità: non deve cioè indicare un veicolo "diverso", ghettizzante perché destinato solo “ a chi non ne

Può fare a meno” , quanto piuttosto uno strumento superdotato in grado di offrire supplementi di confort a un maggior numero di utenti.

 

  • Semplicità

Alla prima connotazione di ogni buon progetto, la semplicità di concezione e causo, ne corrispondono univocamente altre che non devono assolutamente mancare in un camper accessibile: la sicurezza, l'affidabilità nel tempo, il buon rapporto qualità/prezzo.

 

CAPITOLO 2

 

Requisiti di base

 

Le linee di progetto suggeriscono le scelte costruttive basilari più coerenti con l’ideologia del camper accessibile.

 

attrezzi_camperabile.jpgMeccanica Cambio automatico; guida servoassistita; climatizzazione di bordo;sedili regolabili e orientabili.

Telai e pianali il più possibile ribassati; sospensioni autolivellanti o ad assetto variabile.

Ingombri Dimensioni e masse totali contenute, a vantaggio di mobilità,facilità di manovra, capacità di carico e sicurezza.

Gavoni Sportelli autoportanti ad apertura assistita; sistemi di carico meccanizzato per attrezzature pesanti.

Scorte Carico di elettricità e acqua e scarico dei reflui agevolati da avvolgitori, serbatoi carrellati o impianti di macerazione dei rifiuti.

Emergenza Ruota di scorta, attrezzi di soccorso, accumulatori e impianti tecnici raggiungibili con minimo sforzo.

Accesso all'abitacolo Ingresso baricentrico rispetto ai disimpegni interni; salita assistita (gradini mobili, elevatore,scivoli, corrimano) e protetta dalle intemperie; porta di larghezza adeguata per una persona in carrozzina, una gestante, una persona obesa o con arto ingessato: secondo ingresso possibile in diretta comunicazione con il vano dei servizi.

Accesso in cabina Complanarità tra abitacolo e arca di guida; sedili orientabili

per favorire il trasbordo dalla carrozzina; eventuale slitta assistita dall’esterno.

Disimpegni Corridoi e spazi di manovra sufficienti per l’agibilità in carrozzina; in alternativa, sedile mobile di mediazione o sistema di sollevamento a traslazione su guide.

Finestre Panoramiche e in continuità con l'arca di guida quelle anteriori; apertura e oscuramento a comando elettrico (idem per gli oblò a soffitto).

Assetto di viaggio Trasbordo e sistemazione facilitati su sedili frontemarcia con cinture e poggiatesta, ovvero possibilità di utilizzare la carrozzina con adeguati bloccaggi a pavimento.

Dinette Sedute complanari alla carrozzina e tavolo facilmente avvicinabile.

Blocco cucina Accostabile in carrozzina e adatto all'impiego da seduti, o con piano di lavoro ad altezza  variabile; attrezzature di contorno in posizione compatibile.

Letti Almeno un letto pronto, complanare con la carrozzina, a struttura anatomica regolabile e con sistemi di ritenuta, utilizzabile anche in viaggio.

Vano toilette Volume (meglio se variabile e pluriuso, come preingresso, vano di carico e così via) sufficiente per l'agibilità in carrozzina o per accogliereun assistente; attrezzature accostabili dotate di maniglioni-, doccia incassata a filo pavimento; schermi e porte scorrevoli.

Arredi e varie Mobili privi di spigoli; sportelli a serranda; armadio e frigorifero agibili da seduti; pensili abbattibili o ad altezza variabile; rul)inetti a fotocellula; interruttori e comandi in posizione ribassata; segnalatori tattili-acustici per ipovedenti e luminosi per audiolesi.

 

 

Appendice 1

 

METODOLOGIA PER UNA RICERCA PRELIMINARE

Premesso che la sensibilità dei consumatori verso prodotti sempre più comodi e facili da usare è in continua crescita, che il v.r. è considerato dall'ampia fascia di utenti svantaggiati come lo strumento più completo per le esigenze di mobilità che vanno al di là del turismo, che lo specifico settore produttivo ha necessità di strumenti per poter valutare la fattibilità di programmi produttivi destinati alla soddisfazione di tali nuove esigenze, occorre wc_camperabile.jpgeseguire uno studio preliminare a carattere tecnico e normativo utile a informare le successive fasi decisionali del processo produttivo. Tale ricerca dovrà contenere, in riferimento alle varie tipologie di utenza considerate, le raccomandazioni progettuali per l’ergonomia dello specifico prodotto e, quindi, costituire le linee guida per una progettazione attenta all’accessibilità, alla sicurezza e al comfort.  Il v.r., in un simile contesto, va considerato come un sistema costituito da un habitat dotato di una serie di oggetti d’uso. Questo sistema si relazione all’uomo secondo molteplici interfacce (le parti singole e le loro reciproche relazioni che interagendo con l'utente producono prestazioni) che possono agevolare o meno lo svolgimento delle specifiche attività.  Compito della ricerca sarà quello di indagare sulle modalità di fruizione, da parte dell’utenza considerata,delle interfacce esistenti (lo spazio, gli arredi, gli elettrodomestici, i sanitari, i vari dispositivo di input e output, eccetera). Ciò consentirà di valutare anche l’eventuale adattabilità o  sostituibilità di una interfaccia. Il confronto tra prestazioni richieste (requisiti e prestazioni offerte è dunque la sostanza  di un’analisi esigenziale da avviare solo dopo un’approfondita ricostruzione dello stato dell’arte (verifica di studi analoghi in Italia e all’estero) e un puntuale abitacolo_camperabile.jpgstudio dell’utenza e del prodotto. Per l'utenza andranno raccolti i dati antropometrici ed ergonomici per diversi livelli di autonomia, tenendo presente, contestualmente, le caratteristiche dei mezzi di ausilio normalmente utilizzati.  Saranno possibili eventuali test con un campione degli utenti considerati. Per il prodotto va affrontata un’analisi degli aspetti costruttivi,progettuali,normativi e di mercato, con il contributo della rivista PleinAir e con un riferimento concreto presso determinate aziende. Andrà successivamente operata una scomposizione in attività elementari della complessiva funzione “ utilizzo del v.r.” analizzando ognuna di esse in base ai dati e alle esperienze svolte, con il fine di rilevare i possibili ostacoli per l’utenza individuata. Le esigenze così emerse andranno poi tradotte in requisiti catalogati in diverse classi che formeranno la base per lo sviluppo delle raccomandazioni progettuali e delle eventuali ipotesi metaprogettuali per un v.r. a utenza ampliata. Le raccomandazioni,come qualsiasi altra indicazione progettuale atta a modificare un’interfaccia, andranno elaborate seguendo due principi fondamentali. Il principio della compatibilità degli effetti per il quale ciascuna soluzione progettuale,destinata a migliorare migliorare le condizioni d'uso di uno specifico profilo d’utenza non deve entrare in conflitto con le esigenze motorie e percettive degli altri utenti; il principio della generalizzazione degli effetti per il quale ciascuna soluzione progettuale,oltre a migliorare le condizioni d’uso di uno specifico profilo d’utenza,deve mirare all’ottenimento di migliori condizioni per tutti gli altri utenti.

 

Arch. Marco Guglielmotti

 

 

APPENDICE 2

 

PROGETTARE PER L’UTENZA AMPLIATA

E’possibile definire alcuni principi da tenere in considerazione al fine di opeErare in modo corretto e coerente. Autononúa di utilizzo: la soluzione deve massimizzare la possibilità di utilizzo autonomo. Compatibilità: la soluzione deve essere compatibile (a livello dimensionale, sensoriale, cognitivo e culturale) con le caratteristiche dell'utente, e deve poter essere utilizzato anche qualora l'utente non presenti tutte le abilità funzionari e psichiche.ausilio_camperabile.jpg Adattabilità e flessibilità: il prodotto deve poter essere adattato (eventualmente anche con aggiunte specifiche) alle caratteristiche dell'utente, in relazione alle necessità che possono verificarsi nel corso dell'esistenza. Normalità di immagine: la soluzione preferibile è quella che risulta funzionale per molti senza essere connotata da un’immagine “ negativa “ e stigmatizzante. Semplicità di utilizzo: le soluzioni semplici risultano essere preferibili in quanto a durata e facilità di manutenzione: più un oggetto è semplice (concettualmente nell'uso, nella percezione), maggiore è il numero di utenti in grado di fruirne. Buon rapporto qualità/prezzo: il prodotto finale deve garantire un buon Rapporto qualità/prezzo. Sicurezza e affidabilità: il prodotto deve essere garantito per durare nel tempo e assicurare sicurezza di funzionamento,specie quando l’utente delega al prodotto lo svolgimento di importanti funzioni per la sua  vita.  Un prodotto sicuro può essere utilizzato con tranquillità, certi che siano state eliminate all’origine le possibili cause di incidente (e quindi anche di potenziale disabilità).In particolare, per l’utente con disabilità risulta di primaria importanza che il prodotto possa essere mantenuto sotto controllo, eliminando stati di disagio che portano in breve tempo al rifiuto della soluzione proposta.

 HB Group

Estratto da: “ Protocollo del camper accessibile “ documento conclusivo del concorso CAMPERABILE 2003  A cura dei progettisti di Comperabile.

  

 

I MAGNIFICI TREDICI  

 

progettisti_camperabile.jpgEcco i tredici concorrenti, singoli progettisti e gruppi di progettazione, che hanno firmato le 30 tavole della mostra CAMPERABILE.

  •  RENATO ANTONINI E  JOHN SALAMINI  Architetti  Via Prealpì 42  21047 Saronno (VA)     tel. 335184@38575, renant@tiscali.it   -----Via Cappuccini 4B 24121  Bergamo; tel 035.235658  347.6624333  criticalzone@tiscali.it 
  •  
  • PIETRO CROCOLI  Industrial desìgner --Via Fílippo Serafini 33, 00173 Roma  tel. e fax 06 72244051
  •  DARIO FOSCHI Architetto Via Paganini 15, 40026 Imola (BO),, tel. 0542 681987   347.2926336   d.foschi@tiscali.it
  •  GIARDINO DESIGN  (Bruno Giardino,design; Enrico Moiso e Maria Teresa  Ponzio,archietti Corso Casale 410/15   10132   Torino  tel. e fax   011.8990377  studio@giardinodesign.com
  • MARCO GUGLIELMOTTI Architetto Viale Trastevere 141   00153 Roma    tel. 06.5809172 mguglielmotti@hotmail.com
  • HB GROUP (Gìanni Arduini,Paola Bucciarelli, Sophie Corbetta, Giovanni Del Zanna, Silvia Volpi, architetti)       Via Saccardo 4      20134 Milano      tel. 02.21591286 fax 02.21592819
  • KERKOC DESIGN ( Itala Nazzarena Cacciari, design) Piazza Azzarita, 4  40122   Bologna; tel 051.557345   fax 051.6492068  kerkocdesign@tin.it

        ·   PATRIZIA PERCO Architetto Via Giuseppe Verdi 66    33050  Felettis di Bicinicco (UD);  tel. 

         0432.990131   348.7335410   triziap@libero.it 

 

      ·    PROJECTS & PERFORMANCES ( Gianpaolo Tardini, architetto) Via Paolo Borsellino 4  

         42047  Rolo (RE)  tel. 0522.659084  329.2807252  arch.tardini@libero.it

 

·  PRO DESIGN (Manuela Mottura, architetto) -Via Vignale, 7   10132  Torino   tel. e fax 011.8192607

 

·   ALESSIO RAVAIOLI (Architetto) --Via Montecchia 34  35030   Saccolongo (PD)  tel. 049.8016234  335.243841  alessio.ravaiolo@lineacreativa.biz

 

·   TECNOTHON (Franco Miotto, Industrial designer) -Via dell’Industria 67 Z.I. 36030  Sarcedo(VI)  tel. 0445.381987  fax 0445.384035  tecnothon@tiscali.it

 

·    STUDIO ZAFFINA (Pasquale Zaffina,Francesca Petrucci,Carlo Zaffina, architetti; Paolo

    Scaramussino, Francesca Zaffina, ingegneri---Viale Guglielmo Massaia 39  00154  Roma 

    tel. 06.5140979  336.739885  archzaffina@tin.it

 

 

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Chiunque fosse interessato a ricevere le tavole dei progetti del concorso Camperabile, ci scriva pure. Invieremo (max 2 progetti) via e-mail o posta. In quest'ultimo caso spese a carico del destinatario.

   
  
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